Negli ultimi decenni, con i successi farmacologici dei medicamenti chimici, con il progredire della tecnologia, con l'allontanamento dalle campagne,per le erbe e l'erboristeria ci fu un periodo di obsolescenza, per lo meno da parte dell'uomo della strada: la civiltà industriale ci allontanava decisamente dalla natura, con la promessa di sostituire ai suoi prodotti i prodotti di una scienza e di una tecnologia avanzatissime, sotto sotto sprezzanti di ciò che è naturale.
Poi, negli ultimi anni, la svolta. L'uomo si è accorto che allontanadosi dalla natura faceva la sua rovina, che la civiltà tecnologica non rimedia a tutti i problemi, che le sue promesse sono talvolta fallaci. E ha riscoperto la terra, i prati, le erbe ,ha cercato, e cerca ,di ritrovare l'antico, e mai deludente, contatto con la culla delle sue origini, poichè la natura è generosa e leale.
Per questo l'uomo oggi torna alle piante, torna a raccoglierle e a utilizzarle, senza la fiducia cieca ed eccessiva di un tempo, ma con la consapevolezza chiara e obiettiva della loro utilità.
Anzi ha messo parte delle sue discipline scientifiche al servizio dell'erboristeria, a scopo di verifica, e per sfruttare sempre più le risorse vegetali e per migliorare le applicazioni terapeutiche.
Chimica, biologia, medicina stanno mettendo ordine nel settore, verificandolo con metodi e dimostrazioni modernissime e, pur eliminando molta zavorra, riconfermano il molto che c'è di positivo.




